"nessun esploratore compie viaggi così lunghi come chi discende nel profondo del proprio cuore"
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Incontro a un filo d’erba

Adesso giochiamo a nascondino
Se ti nascondi nel mio cuore
non sarà difficile trovarti
Ti ho incontrato
bambino
Mi son fatto
come bambino
per incontrarti
tu sei cieco
e io sono sorda
e muta:
se la tua mano tocca la mia
ci capiremo
Con te voglio essere semplicemente
come un filo d’erba
che si muove come l’aria lo muove
-parlare semplicemente
secondo l’impulso del momento
E cosi è.
Sabbia e Schiuma – Diari di Mary Haskell
Foto dal Web
ascolto ⇒ http://www.youtube.com/watch?v=ZsB6phYhvOQ
Scompaiono le parole?

Quando fa comodo vengono soppresse o accantonate.
Un esempio? La bugia.
Attorno alla bugia c’è una complicità tale che la giustifica:
c’è la bugia benevola,amorosa,pietosa,giocosa,infantile,
spontanea,dovuta,professionale,necessaria.
C’è la bugia buona a scopo di bene,
quella vela che va detta a onor del vero.
E’ talmente diffusa che ha cambiato nome:
furbizia,astuzia,compromesso,trucco,raggiro.
Tutti dicono le bugie: piccoli, grandi,figli,genitori,infermieri,
malati,medici,ambulanti, preti,suore,fidanzati,coniugi,politici,giornalisti…
Sembra sotto anestesia,perché,a differenza della verità,non fa male
Ha il naso lungo,le gambe corte,gli occhi di gatto,
le mani attaccaticce come zucchero filato,
un profilo ingobbito,ripiegato su di sé.
E’ una farfalla non è un fiore ma sta volentieri tra i fiori
Assomiglia alle nuvole che si accumulano:ti tolgono il sole,lo splendore
Perché si dicono le bugie?
Una via d’uscita c’è,il tuo prestigio non è in gioco…
La sincerità è una zolla di terra dove trova radice la nostra umanità.
Da lì nasce il nostro futuro,la libertà di sognare in grande,la nostra vitalità.
La sincerità non ha prezzo perché non può essere messa in vendita.
E’ un viaggio misterioso tra le nostre emozioni.
Non ci sono mezze verità o mezze bugie,
il si è si il no è no.
Mentire è tradire la mente.
La verità rende liberi , abita il cuore dell’uomo.
Muoiono le parole?
Ci vuole una vita per imparare ad essere autentici,
basta un attimo perché una sola bugia allontani da questo traguardo .
( C. Terraneo )
Immagine da Google
un capolavoro da rivedere ⇒ http://www.youtube.com/watch?v=aslUNzTGqVA
appunti sotto il cuscino

Flickr.com - Foto Roby Stella
Li tiro fuori al risveglio
dal fondo dei sogni.
La mia mano ha graffiato,
libera nell'oscurità.
A stento decifro i segni
come iscrizioni runiche.
Mi sono inviata da sola
messaggi da un altro luogo.
E il mattino si rischiara
con la loro mancanza di chiarezza.
Blaga Dimitrova
Ascolto ⇒ http://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec
Dove sarà la risposta?

Enrica Melotti
Chiedo a te Padre.
Egli disse:“Vi voglio insegnare la via più lunga,
quella che ci fa intuire il volto,
il sorriso disarmato di un uomo
che ci sta accanto. Che ci indica
la meridiana del bambino.
La mappa delle Regioni
del mondo. Il firmamento
nel suo semplice dono”.Padre
fai che la forza della fede
abiti la casa quotidiana,
fai che i cuori siano a cogliere lo stupore,
la semplice ragione di una innocenza.
E il Padre disse:”Se responsabilità
e poesia sono santo grembo noi saremo
a dire:cielo”. E vita, nelle madri,
nell’ascolto di donne.
L.Rafanelli da Il tempo dell’attesa
La Pittura…una finestra sui sogni - Enrica Melotti
ERBA

Nessuna paura
che mi calpestino.
Calpestata, l'erba
diventa un sentiero.
Blaga Dimitrova
Foto di Alessandro Rocchi da Photo.net
E' il mio cuore
il paese più straziato
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato
San Martino del Carso
Giuseppe Ungaretti
(27 agosto 1916)
PhotoForum - Viaceslav Fotografo
Auguri per la Pasqua sia per tutti... ..La Speranza che va oltre la fine Nel tempo giusto la speranza s’innalza da tutti i luoghi soggetti alla morte la speranza ne è il contrappeso in essa, il mondo che muore, di nuovo rivela la vita. Nelle strade i passanti dai corti giubbotti e dai capelli spioventi sul collo tagliano con la lama del passo lo spazio del grande mistero che in ognuno di loro si stende tra morte e speranza: uno spazio che scorre verso l’alto come la pietra di luce solare rovesciata all’ingresso del sepolcro. In questo spazio la più perfetta misura del mondo Tu sei e dunque ho un senso, e scivolare nella tomba passare nella morte, disfarmi nella polvere d’irripetibili atomi è per me parte della Tua Pasqua. Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, in mezzo corrono macchine, partono razzi interplanetari. Dappertutto un moto centrifugo, (l’uomo, sola scheggia di mondo che abbia un moto diverso) Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela. Ma la morte è un’esperienza finale ed ha sapore d’annientamento Con la speranza le strappo il mio “io” glielo devo strappare, superare così l’annientamento allora, d’intorno, si levano grida si leveranno di nuovo: “Sei pazzo Paolo, sei pazzo!” Ed ecco contro me stesso e contro una moltitudine combatto per la mia speranza – In me non la sostiene nessuno strato di memoria, nello specchio in cui tutto passa non trova un riflesso ma soltanto nel Tuo passaggio pasquale, a cui si lega l’iscrizione più profonda del mio essere. E così m’iscrive in Te la mia speranza, fuori di Te non posso esistere, - quando innalzo il mio “io” sopra la morte svellendolo da un suolo di sterminio – questo avviene perché esso sta in Te come nel corpo che dispiega la sua potenza sopra ogni corpo umano e rinnova il mio “io” cogliendolo da un suolo di morte in figura diversa eppure tanto fedele, dove il corpo della mia anima e l’anima del mio corpo ritornano a congiungersi fondando sulla parola per sempre, la vita fondata prima sulla terra dimenticando ogni affanno come al levarsi, nel cuore d’un vento improvviso al quale nessun uomo vivente può resistere ne le cime dei boschi, ne in basso le radici che si fendono Il vento mosso dalla Tua mano, ecco, diviene Silenzio. Gli atomi dell’uomo antico fanno compatta la gleba primordiale del mondo ch’io raggiungo con la mia morte, li innesto in me definitivamente per trasformarli nella Tua Pasqua – che è il Tuo passaggio. Karol Woitjla
a me ti canto

Martine Mouchy Fotografo
Tempo di narcisi
un migrare di primavera
diffonde l’ acuto richiamo dell’allodola
fraseggio armonioso
di un ingannevole segnale
nei volteggi lusinghieri
di ali chiuse a mezz’aria
e plananti ritorni alla terra
a me ti canto
in questo marzo che si concede
alla rosa dei venti
tra maestrale e scirocco
raffiche di un prodigio amoroso
che trasporta nell’aria voci di terra
e annida tra le nebbie del cielo
sempre in agguato
tratteggi di giorni parlanti
toccati da correnti umorali
linguaggio cifrato
araldo di intese irrequiete
schizzi immutabili
di banali imitazioni
e riscattate promesse
dalle tue labbra menzognere
un suono stonato
d’immemori speranze
mi confonde
in questo afono desiderato presente
di stelle cadute
lucciole nella terra
a me ti canto
parafrasi al cuore che tace
Ascolto Gianmaria Testa ⇒⇒ http://www.youtube.com/watch?v=6FIE8ryCTOo
Occhi che parlano ...
"Vorrei sedermi vicino a te in silenzio"
ma non ne ho il coraggio
temo che il cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Rabindranath Tagore
Fotografo Cris Kim - Photo.net
Ascolto ⇒⇒ http://www.youtube.com/watch?v=rUFT52QbmTg

Di tutti i Suoni sparsi nell'aria,
nessuno mi prende
come quell'antico brano fra i Rami -
quella Melodia senza fraseggio -
che il Vento crea - lavorando come una Mano,
le cui dita pettinano il Cielo -
poi scendono vibrando - con fiocchi d'Armonia -
permessi agli Dei, e a me -
Emily Dickinson

Collezione di immagini Luciano Gaudenzio Fotografo

fa che il mio primo Pensiero ti riguardi
nella luce tiepida del mattino
e così il primo Timore, per evitare
che l'Ignoto ti risucchi nella notte
emily dickinson
- Sillabe di Seta -

Photo.Net - Carlo Balestreri Fotografo
Ascolto Vecchioni ⇒⇒ http://www.youtube.com/watch?v=ZI1hMvPkQ18
in
mezzo
al
silenzio

la
speranza
da ViiPhoto - Iranyian Kid Fotografo
Lume da Lume

Nel più fitto
buio
del cuore
risplende una voce
paterna
che mi ascolta
e mi porta con sé
nel clamore notturno
di questa piccola morte
Poi rivedo la strada bianca
che mi separa
da loro
e da me.
Massimo Lippi
Foto dal Web
Ti dico addio

Lo spazio smisurato mi assedia
coltre di pensieri
- come fitta distesa di lecci
a resistere il gelo -
incalzano
a perdonare i tuoi occhi
che mi slegano
devo dirti addio
spoglio paesaggio di un amore
che si abbandona
e già una voragine di cuore
raccoglie lacrime di ricordi
d’istinto le dita - segretamente -
cercano ancora i tuo capelli di pece
e aggrovigliano carezze oramai senza riflessi
per dimenticare il confine
che ci separa
e scrivere istanti eterni
L’inverno inneva il sogno
le camelie si avviano al fiorire
schiudendo il verde grembo
maturo a generare petali carnosi
mi dici addio
fisso l’incantesimo dei tuoi occhi d’ulivo
subliminale insidia del distacco
e indosso il sigillo ai cieli futuri -
eclissi alle nuove lune
grani della tua voce scorrono senza sosta
come rivoli disgelati
e dalle movenze delle tue labbra
rubo furtivamente l’essenza dei suoni
per questo addio
ti consacrerò tutti i grani del mio silenzio.
Voce e melodia da ascoltare ⇒ ⇒ http://it.youtube.com/watch?v=pcpWQC9prm0
ViiPhoto - Boza Ivanovic
"Anima nuda"
è un diario che descrive il viaggio a Calcutta di un medico, e di una crocerossina
Il desiderio di riscoprire se stessi, spogliandosi dell'inutile bisogno di essere approvati, stimati, apprezzati, la ricerca di un'esperienza di essenzialità dove, nella solitudine e nel silenzio, mettere a nudo la propria anima per riscoprire "che si può esistere al di là dei ruoli che ricopriamo e che portiamo cuciti addosso come una seconda pelle",
Un testo breve di immediata lettura
ho scelto alcune pagine da proporre
Crediamo di amare. siamo convinti di saper amare le persone che quotidianamente abbiamo intorno
Crediamo di saper offrire affetto disponibilità accoglienza capacità di ascolto eppure spesso non è così, o per lo meno le intenzioni teoriche sono ben lontane da una pratica vissuta
Crediamo di amare muovendo solo la mente i nostri pensieri la nostra capacità e la nostra abilità a inserire il prossimo in categorie predefinite, commettendo spesso formidabili errori di valutazione senza permettere che l’amore fluisca naturalmente come un fiotto inarrestabile dal nostro cuore
…
E’ vero questo viaggio a Calcutta me lo confermerà,il cuore di carne muove le montagne,lenisce ferite che nessuna parola nessun gesto delle nostre mani può lenire. Cura guarisce conforta chi riceve il suo movimento,restituendo un segnale un messaggio che ci chiama per nome per quello che semplicemente siamo perché semplicemente esistiamo con i nostri pregi i nostri talenti i nostri limiti e i nostri difetti.
Parto perché comprendo che il mio cuore con tutto il mio essere necessità di un volo più alto più libero.
Al di là delle preoccupazioni materiali delle emozioni superficiali delle reazioni istintive degli eccessi di gioia e tristezza e al contrario di rabbia e rancore di gelosie e possessività, il cuore può librarsi in un volo davvero più alto in cui l’esperienza dell’amore ha il sapore di libertà e infinito.
Sono alla ricerca come già in passato nei miei viaggi … di un’esperienza di essenzialità. Una condizione in cui l’ azzeramento di quello che io definisco “rumore di fondo” mi renda possibile percepire e fare esperienza di valori ormai sfumati nella mia vita quotidiana.
Nell’esperienza di un amore vero ogni persona, uomo o donna, credo ritrovi quella parte ancestrale di se che è il vero e profondo sé. E’ la propria identità:”l’io sono”, “l’io esisto” che viene così affermato, non tradisce un atto di superbia e di presunzione. Richiama con umiltà la sacralità dell’essere perché sono convinto che il nucleo della nostra esistenza dentro la materia dentro la nostra fisicità sia Amore puro. E per scoprire noi stessi in una libertà mai provata dobbiamo tornare a quel nucleo ancestrale.
Quello siamo noi nella maniera più completa e totale. là è l’armoniosa unità del nostro essere.
Là alberga la pace dell’anima, lontano dai moti del cuore e della mente che ci sconvolgono ogni giorno, facendoci brancolare in un buio acceso solo da luci riflesse: falsi sentimenti di amore perbenismo buonismo falsa disponibilità falso ascolto falsa accoglienza:
Parto per raggiungere la mia anima più profonda.
Perché Calcutta? Perché tanta strada per ritrovare se stessi se è dentro di noi, nella profondità nostre che dobbiamo condurre la ricerca?
Calcutta è una meta particolare…
Calcutta è Madre Teresa…
Calcutta è l’incontro con i lebbrosi, con i moribondi, con i dimenticati e i rifiutati, con gli ultimi.
Corrisponde a quella condizione in cui i rumori di fondo rappresentati dalle nostre scadenze quotidiane si azzerano…
Questo è un viaggio libero, di libera scelta, sempre alla portata di ciascuno che lo voglia. Possibile per le tasche, per le nostre energie fisiche, persino accessibile alle resistenze della psiche.
In valigia vorrei portare poche cose, il minimo. Vorrei lasciare a casa tutto il bisogno di certezza, di affermazione, di affetto, di giustizia, di ricevere ragione e quindi approvazione. Bisognerebbe salire sull’aereo vuoti di tutto questo. …
Parto con un’unica certezza: la speranza di sperimentare quell’Amore che spesso fatico a riconoscere e a riconoscermi nella quotidianità della Vita.
Bastano pochi giorni per scoprirlo? E’ certo un viaggio a Calcutta non può assolvere una ricerca così grande e profonda:ma l’importante è partire. Calcutta è la prima tappa, ma il viaggio dura tutta una vita, quella che resta ancora da vivere. Proseguirlo non vuol dire trasferirsi in India. Proseguire è sentire, nella confusa profondità di noi stessi, di non poter continuare a vivere se non in una dimensione di amore e di compassione.
Quando ci concediamo un dialogo con noi stessi, con la nostra profondità? Forse non crediamo nemmeno più che ci sia un profondo da ascoltare. Eppure a volte il silenzio parla molto più delle parole, di tanti gesti e di tante scelte.
Nel silenzio, Dio ha sempre parlato all’anima degli uomini, qualunque sia il loro credo e la loro appartenenza religiosa. L’esperienza della solitudine e del silenzio ha rappresentato sempre la condizione necessaria perché si instauri un dialogo dell’anima. Impensabile ascoltare la sua voce nel rumore dei nostri pensieri, delle nostre ansie e paure.
Allora porto in valigia silenzio e solitudine. Per essere attento ad ascoltare e comprendere suoni sconosciuti, luci diverse. Per percepire odori e profumi che non ho mai riconosciuto, colori e armonie nuove, nuove perché le vede e le sente l’anima. E Calcutta nella sua povertà e nella sua essenzialità è la dimensione giusta perché questo avvenga.
Parto con la mia anima.
Non abbiamo mai fatto un viaggio insieme.
Sapremo essere il cambiamento
che vogliamo vedere nel mondo?
Felice Anno 2009
Buon Natale
Arcangelo Corelli - Christmas Concerto
Tanti auguri…scomodi
Non obbedirei mai al mio dovere di Vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario.
Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l'idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni: la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!!!
Don Tonino Bello
Ascoltiamo il miracolo della vita.

Photo.net – Anto Puppi
Che possa accadere un giorno,
un attimo nella vita di un uomo,
uno qualunque, uno dovunque,
che possa guardarsi dentro e sentirsi inaspettatamente
in pace con se stesso
Che la sua vita possa essere andata là dove lui desiderava
e se non è stato così che abbia imparato ad accettarla ugualmente
senza sforzo, con affetto
Che stia in un posto senza desiderare di trovarsi altrove,
accanto ad una persona senza pensare ad un'altra,
che abbia sogni ma non lo tengano sveglio la notte nella foga di realizzarli,
che non abbia paure,
porta aperta ad ogni futuro
Nessun rimpianto,
conti in pareggio con qualsiasi passato e nessun rimorso
in ogni caso nessun rimorso.
Che non lo divori l’ambizione, non l’abbruttisca l’invidia non lo ridicolizzi la vanità,
che per un istante ci sia un uomo che non odia,
che non ha tormento
e non sia umiliato dal mercimonio delle proprie possibilità e dei propri talenti
Che sia se stesso fino in fondo senza ritorno che accetti tutto quello che gli è successo,
gli sta succedendo e gli succederà
Un piccolo immenso miracolo nell’esistenza della persona
Che sia l’esempio,
poi starà come sempre all’umanità dimenticarlo,
dileggiarlo o farne tesoro
e su quello costruire il percorso per il punto di equilibrio
in cui smettere infine di sprecare ogni istante desiderandolo diverso.
Gabriele Romagnoli
Ascolto …. “La Voce del Silenzio” - http://it.youtube.com/watch?v=jgg4Y8-WtLU
Luce

nell' Attesa la notte fascia la terra
accendo la Luce nel mio cuore
Amo la Luce che indugia sulle cose
foto dal web
Abbraccio
Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'Estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.
Carlo bramanti
fotografo jack crockett da photo.net
L’arbitrio

Ma come posso
- piagato
da tutti i mali da tutte le colpe -
io che non ho le ali,
levare lo sguardo
dalle cose concrete,reali,
come la siepe,il bosco, il filare
degli alberi,
o da questa
turbolenta città senza pace
nell’illusoria parvenza
di festa
o tentare ( ma chi
mi dà l’arbitrio ) di vedere
oltre ciò che si tocca ( e consola! ):
una bocca che vuole offrirsi , il cibo
che appaga il gusto, la gola
o al di là
di ciò che chiede risposta:
il dolore del mondo,
l’intolleranza che semina in terra
la guerra,
il mistero
di questa nostra
inaccettabile morte,
o scrutare
( osare ) con i miei occhi ciechi
là dove neppure la mente
può spalancare le porte?
Io
che ho dentro un groviglio di nubi,
come posso parlare
con Dio?
Luciano Luisi
foto dal web
ascolto ⇒ http://it.youtube.com/watch?v=tvInMqanzq4
Se amando troppo
se amando troppo
si finisce
per non amare affatto
io dico che
l'amore è una amara finzione
quegli occhi a vela
che vanno e vanno
su onde di latte
cosa si nasconde mio dio
dietro quelle palpebre azzurre
un pensiero di fuga
un progetto di sfida
una decisione di possesso?
la nave dalle vele nere
gira ora verso occidente
corre su onde di inchiostro
fra ricci di vento
e gabbiani affamati
so già che su quel ponte
lascerò una scarpa, un dente
e buona parte di me
Dacia Maraini
Ray Charles - You Don't Know Me
SOLO COSÌ

So ben poco.
Ciò che mi hanno insegnato
e le mie esperienze personali
bastano appena per un pugno di verità.
Le ripeto tra la gente
che in apparenza la pensa come me,
e le colloco
tra me e gli altri come uno steccato,
dietro cui i miei pensieri particolari
si muovono al sicuro.
Non temo di parlare in pubblico,
ma definire le cose
in quanto tali, esattamente,
esige forza.
Devi essere aperto
come una ferita,
perché il vero nome delle cose
è nascosto
sotto il primo, il secondo e
il terzo strato delle parole
o ancora più in fondo.
Non è possibile scavare
di continuo nel proprio intimo
senza conseguenze durature
e inoltre è perfino inutile
guidare teste che corrono a vuoto
e forestieri, giunti da lontano,
attraverso una miniera,
ricca di metalli che
nemmeno apprezzano.
Soltanto
per non dimenticare chi sono,
e per coloro
che senza questo alimento
non riescono a vivere,
penetro spontaneamente
come il simbolico pellicano
nel mio cuore tenebroso.
Così intendo questo mondo.
E non so vivere
diversamente.
Tutto il resto è sonno
e nulla.
Il poeta Sloveno Kajetan Kovič
Foto dal Web
Ho ascoltato ⇒ http://it.youtube.com/watch?v=1yKgAEkCKxY
Approdo

ho percorso infiniti spazi di memorie
girando oltremare ad afferrare stelle cadenti
seducenti giochi notturni
nella dinamica esuberanza del cielo
giostra di speranze da ritrovare
lembi di giorni gonfi di vento
distesi sul filo della vita
improvvisano nuove rotte
immaginarie braccia protese
come ospitale gesto all’ignota promessa
sortilegio penetrante
insidiosa panacea alla solitudine
ostinata navigante della mente
raggiungo sfinita le rive del tuo cuore
naufraga tra sogni e utopie
persa nell’oceano desolante della vita
e approdo
nel rifugio inviolato del tuo silenzio

ho la musica dentro lei mi abita
quando mi alzo lei già mi aspetta
quando cammino lei mi cammina davanti
io sto sempre danzando nella mia carne
sto sempre sentendo un suono che la mia anima
sa che esiste malgrado la dissonanza
della mia vita
La Poesia di Vera Lùcia de Oliveira - LA MUSICA
da Nel Cuore della Parola
Foto dal Web
Proposta di ascolto Diana Krall - Autumn Leaves
Costruisco

Foto Steve McCurry
Costruisco l'edificio dell'anima.
Un grosso strato di vento.
Un grosso strato di fuoco.
Un grosso strato d'acqua.
Un grosso strato di terra.
Costruisco la torre della carne.
Costruisco le radici.
La terra mi frana addosso,
l'acqua mi inonda,
il fuoco mi divora,
il vento mi travolge.
Devo scalare il cielo.
Costruisco la mia lotta.
L'anima vuole il fuoco,
la bocca un granello d'acqua,
l'anima vuole il vento,
il piede un lembo di terra.
Difendo ogni palmo.
Costruisco la fantasia?
Costruisco strati vuoti?
Un edificio per dei secoli?
Una casa per i terremoti?
Il tempio degli dei?
Un tetto per la gente?
Costruisco la conchiglia dell'essere.
Tra spinosi interrogativi
estraggo dalle viscere
strati di elementi,
e benché sia un martirio,
costruisco, perché è voluttà.
- Kajetan Kovič -
Proposta d’ascolto ⇒ Roberto Cacciapaglia – "Dolce Mente"
dall'Album "Incontri con l'anima"
http://it.youtube.com/watch?v=hqxzB34Inb4
e non posso raggiungerti
mi abbandono alla notte
le palpebre serrate
come scuri per l’intimità
inviolato spazio dell’io
e non posso raggiungerti
schegge di luce
sorprendono il mio volto
nell’ inconscio gioco dei pensieri
cercata dimora ai segreti del cuore
schermo inaccessibile
e non posso raggiungerti
il giorno è altrove
dimenticato
arreso all’ onirico silenzio
che mi allontana
e non posso raggiungerti
Mariah Carey - Without You
Riprendo da ...
... Sarah Vaughan - Misty