SilenzioIndio

"nessun esploratore compie viaggi così lunghi come chi discende nel profondo del proprio cuore"

 

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martedì, 17 novembre 2009

 

 

 

 

 

 

Parole a Memoria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lancio il cuore oltre l’inganno

di consapevolezze afone

oltrepasso la barriera del credibile

e in rapida  inversione

scaglio parole frantumate in sillabe

che hanno perso l’ordine d'insieme

sconnesse intese d’ incomprensibili pretese

scandiscono intermezzi

e mi allontanano svogliatamente

dal grembo sterile dell’oggi

 

mille e una volta

ho avuto fame di parole autentiche

mille e una volta

ho avuto fame di parole feconde

mille e una volta

ho creduto possibile sperare

 

lancio il cuore oltre il futuro

di parole a memoria

ricostruite nel dolore

per leggere nei tuoi pensieri

e sorprenderti

 

 

 

 

Foto dal Web

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mercoledì, 04 novembre 2009

 

 

 

                                                                                    

 

 

 

Lenta la morte

come un lago pieno di sogni.

Ma Dio vede al di là delle pietre,

vede al di là dei sepolcri.

Per anni creatura di Dio

Sono stato chiuso nell’argilla del corpo,

per anni sono stato pietra,

ma con tante voci nel cuore.

E come non conosco le pietre dell’universo?

Allungo la mano e sollevo tutto il Calvario,

in uno spasimo di luce.

Chi mi ha perseguitato?

Dove sono i miei persecutori?

Dov’è il grembo materno?

E dov’è il fiat di mia madre?

Una pietra.

Il Figlio di Dio ha creato con la resurrezione

Il cammino degli angeli.

Addio,

addio terra infingarda,

le radici di Dio sono nel mio volto:

lo scaveranno

e diventerà radioso.

Fuggirò da questo sepolcro

Come un angelo calpestato a morte dal sogno,

ma io troverò la frontiera della mia parola.

Addio crocifissione,

in me non c’è mai stato niente:

sono soltanto un uomo risorto.

 

Cantico dei Vangeli   Alda Merini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto Denis Fistanic – Photo.net

 

 

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domenica, 25 ottobre 2009

 

 

 

 

 

                   Fotografia da Flickr.com  -  Immaginiefoto

            

 

 

 

 


Ti odio, ti amo sussurrano
mille labbra nel buio
agitate dal pianto
o dal piacere –
http://poesia.it/spazia/oriztras.gif
mille labbra ripetono
in qualche luogo addio
o ancora un attimo, o per sempre
ti aspetterò
http://poesia.it/spazia/oriztras.gif
Ma le parole cominciano a vivere
in eterno proprio appena morte
rapprese sulla carta, o in un soffio si perdono
come polvere o gocce
che il sole dissipa

E non si può, sia nell’aria
o sulla carta, tra le preghiere e i baci
o su queste pagine secche proferire
una parola che non sia menzogna

 

Matteo Veronesi

 

Da Il miele del silenzio – Giovani poeti italiani di Alberto Casadei

 

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sabato, 17 ottobre 2009







Lungo molti anni 
 










                     Goccia di Rugiada
 

Lungo molti anni
     a grande prezzo,
      viaggiando attraverso molti paesi,
      andai a vedere alte montagne
      andai a vedere oceani.


      Soltanto non vidi
      dallo scalino della mia porta
      la goccia di rugiada scintillante
      sulla spiga di grano.

        Rabindranath Tagore

 







       www.clikon.it  - foto di GDD
 

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giovedì, 01 ottobre 2009

                                       

 

 

 

 

 


Chi sei tu lettore che leggi
le mie parole tra un centinaio d'anni?
Non posso inviarti un solo fiore
della ricchezza di questa primavera,
una sola striatura d'oro delle nubi lontane.
Apri le porte e guardati intorno.
Dal tuo giardino in fiore cogli i ricordi fragranti
dei fiori svaniti un centinaio d'anni fa.
Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
la gioia vivente che cantò in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta
attraverso un centinaio d'anni.

- Tagore -

 

 

 


                           user posted image
Immagine dal Web - AllPosters.it



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domenica, 27 settembre 2009

 

 

 

 

 

 

  

VANNO ... LA FOTOGRAFIA ALLA PAROLA

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo.net – Gallery Anto Puppi

 

 

 

Vanno la fotografia alla parola
e la parola alla fotografia
come l’anfora all’acqua

Vanno e ritornano una volta
e un’altra ancora. Vanno e tornano
sempre stracolme

Va la parola alla fotografia
e le si ferma davanti
guardandosi negli occhi
in quello specchio d’un altro tempo

Va la parola
va e torna
senza mai fermarsi

- CARLOS TRUJILLO -  

 

 

 

>>> Ascolto Ella Fitzgerald – The Man I Love

 

 

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giovedì, 17 settembre 2009

 

 

Tu che sei parte di me

 

 

 

 

Tu che sei parte di me

 

 

  

 

 

 

 

 

 

Così al ridire questa
semplice frase d’amore s’accende
una miriade di stelle nel petto:
lo stesso sole presta luce a tutte,
sole lontano che verrà domani
quando finiscono stelle e parole.

Pedro Salinas

 

 

 

 

 

Ascolto   >>  Pacifico con Gianna Nannini "Tu che sei parte di me"

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martedì, 08 settembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

" La vita può essere compresa soltanto guardando indietro

ma può essere vissuta soltanto guardando avanti "

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dal film - il curioso caso di Benjamin Button)

 

 

 

 

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venerdì, 28 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato

                                                               -  Walt Withman  -

 

 

 

 

 

 

 

22 da immaginiefoto.

                                                                    Flickr.com  da immaginiefoto

 

 

 

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giovedì, 20 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

" La Musica è intorno a noi

non bisogna far altro che Ascoltarla"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo straordinario potere della Musica

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=7cfQ1hZNEtQ&feature=player_embedded 

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domenica, 09 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

una serata d'agosto per....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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domenica, 02 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

 Torna


 

 

 

Torna sovente e prendimi,
torna e prendimi amata sensazione –
quando il ricordo del corpo si ridesta
e trascorre nel sangue il desiderio antico;
quando labbra e pelle rammentano,
e alle mani pare di nuovo di toccare.

Torna sovente e prendimi, la notte,
quando labbra e pelle rammentano...

 

Costantino Kavafis

 

 

 

 

 

 

 

 

                  

 

 

 

 

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lunedì, 20 luglio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Il sogno

 

 


Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema alla ragione,
troppo forte per la fantasia.
Fosti saggia a destarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu cosi vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e le favole storia.
Entra fra queste braccia. Se ti parve
meglio per me non sognar tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

 

John Donne

 

 


ritratto da  immaginiefoto  -  flickr.com

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mercoledì, 01 luglio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

Incontro a un filo d’erba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso giochiamo a nascondino

Se ti nascondi nel mio cuore

non sarà difficile trovarti

 

Ti ho incontrato

bambino

Mi son fatto

come bambino

per incontrarti

 

tu sei cieco

e io sono sorda

e muta:

se la tua mano tocca la mia

ci capiremo

 

Con te voglio essere semplicemente

come un filo d’erba

che si muove come l’aria lo muove

-parlare semplicemente

secondo l’impulso del momento

E cosi è.

 

 

Sabbia e Schiuma – Diari di Mary Haskell

 

 

 

 

 

Foto dal Web

ascolto ⇒   http://www.youtube.com/watch?v=ZsB6phYhvOQ

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lunedì, 22 giugno 2009

 

 

 

 

Scompaiono le parole?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando fa comodo vengono soppresse o accantonate.

Un esempio? La bugia.

Attorno alla bugia c’è una complicità tale che la giustifica:

c’è la bugia benevola,amorosa,pietosa,giocosa,infantile,

spontanea,dovuta,professionale,necessaria.

C’è la bugia buona a scopo di bene,

quella vela che va detta a onor del vero.

E’ talmente diffusa che ha cambiato nome:

furbizia,astuzia,compromesso,trucco,raggiro.

Tutti dicono le bugie: piccoli, grandi,figli,genitori,infermieri,

malati,medici,ambulanti, preti,suore,fidanzati,coniugi,politici,giornalisti…

Sembra sotto anestesia,perché,a differenza della verità,non fa male

Ha il naso lungo,le gambe corte,gli occhi di gatto,

le mani attaccaticce come zucchero filato,

un profilo ingobbito,ripiegato su di sé.

E’ una farfalla non è un fiore ma sta volentieri tra i fiori

Assomiglia alle nuvole che si accumulano:ti tolgono il sole,lo splendore

 

Perché si dicono le bugie?

 

Una via d’uscita c’è,il tuo prestigio non è in gioco…

La sincerità è una zolla di terra dove trova radice la nostra umanità.

Da lì nasce il nostro futuro,la libertà di sognare in grande,la nostra vitalità.

La sincerità non ha prezzo perché non può essere messa in vendita.

E’ un viaggio misterioso tra le nostre emozioni.

Non ci sono mezze verità o mezze bugie,

 il si è si il no è no.

Mentire è tradire la mente.

La verità  rende liberi , abita il cuore dell’uomo.

 

Muoiono le parole?

 

Ci vuole una vita per imparare ad essere autentici,

basta un attimo perché una sola bugia allontani da questo traguardo .

 

( C. Terraneo )

 

 

 

 

 

 

Immagine da Google   

 

 

un capolavoro da rivedere ⇒  http://www.youtube.com/watch?v=aslUNzTGqVA

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venerdì, 12 giugno 2009

 

 

 

 

 

 

appunti sotto il cuscino

 

 

 

 

 

 

lettere d'amore prima di dormire da Roby Stella.

Flickr.com - Foto Roby Stella

 

 

 

 

Li tiro fuori al risveglio
dal fondo dei sogni.

La mia mano ha graffiato,
libera nell'oscurità.

A stento decifro i segni
come iscrizioni runiche.

Mi sono inviata da sola
messaggi da un altro luogo.

E il mattino si rischiara
con la loro mancanza di chiarezza.

 

Blaga Dimitrova

 

 

 

 

 




 Ascolto ⇒   http://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec

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giovedì, 21 maggio 2009

 

 

 

 

 

 

Dove sarà la risposta?

 

 

 

        

Enrica Melotti

 

 

Chiedo a te Padre.

Egli disse:“Vi voglio insegnare la via più lunga,

quella che ci fa intuire il volto,

il sorriso disarmato di un uomo

che ci sta accanto. Che ci indica

la meridiana del bambino.

La mappa delle Regioni

del mondo. Il firmamento

nel suo semplice dono”.Padre

fai che la forza della fede

abiti la casa quotidiana,

fai che i cuori siano a cogliere lo stupore,

la semplice ragione di una innocenza.

E il Padre disse:”Se responsabilità

e poesia sono santo grembo noi saremo

a dire:cielo”. E vita, nelle madri,

nell’ascolto di donne.

 

L.Rafanelli  da  Il tempo dell’attesa

 

 

 

 

 

La Pittura…una finestra sui sogni  -   Enrica Melotti

 

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mercoledì, 06 maggio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  ERBA

 

 

 

 




 

 



Green

 

 

 

Nessuna paura
che mi calpestino.


Calpestata, l'erba
diventa un sentiero.

 

 

Blaga Dimitrova

 

 

 

Foto di Alessandro Rocchi da Photo.net

 

 

 

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giovedì, 16 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' il mio cuore

il paese più straziato

 

 

 

 

photo *** (637x810 201 Kb)

             

 

  

 

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

 

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

 

Ma nel cuore

nessuna croce manca

 

E' il mio cuore

il paese più straziato

 

 

 

San Martino del Carso

Giuseppe Ungaretti 

(27 agosto 1916)

 

 

 

 

 

 

 

 

PhotoForum -  Viaceslav Fotografo

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mercoledì, 08 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

Auguri per la Pasqua

 

 

 

 

 

sia per tutti...

 

 

..La Speranza che va oltre la fine

 Sigh moon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel tempo giusto

la speranza s’innalza

da tutti i luoghi soggetti alla morte

la speranza ne è il contrappeso

in essa, il mondo che muore,

di nuovo rivela la vita.

Nelle strade i passanti dai corti giubbotti

e dai capelli spioventi sul collo

tagliano con la lama del passo

lo spazio del grande mistero

che in ognuno di loro

si stende tra morte e speranza:

uno spazio che scorre verso l’alto

come la pietra di luce solare

rovesciata all’ingresso del sepolcro.

In questo spazio

la più perfetta misura del mondo

Tu sei

e dunque ho un senso,

e scivolare nella tomba passare nella morte,

disfarmi nella polvere d’irripetibili atomi

è per me parte della Tua Pasqua.

Sono un viandante

sullo stretto marciapiede della terra,

in mezzo corrono macchine,

partono razzi interplanetari.

Dappertutto un moto centrifugo,

(l’uomo, sola scheggia di mondo

che abbia un moto diverso)

Sono un viandante

sullo stretto marciapiede della terra,

e non distolgo il pensiero dal Tuo volto

che il mondo non mi svela.

Ma la morte è un’esperienza finale

ed ha sapore d’annientamento

Con la speranza le strappo il mio “io”

glielo devo strappare,

superare così l’annientamento

allora, d’intorno, si levano grida

si leveranno di nuovo:

“Sei pazzo Paolo, sei pazzo!”

Ed ecco contro me stesso e contro una moltitudine

combatto per la mia speranza

In me non la sostiene nessuno strato di memoria,

nello specchio in cui tutto passa non trova un riflesso

ma soltanto nel Tuo passaggio pasquale,

a cui si lega l’iscrizione più profonda del mio essere.

E così m’iscrive in Te la mia speranza,

fuori di Te non posso esistere, -

quando innalzo il mio “io” sopra la morte

svellendolo da un suolo di sterminio –

questo avviene

perché esso sta in Te

come nel corpo

che dispiega la sua potenza

sopra ogni corpo umano

e rinnova il mio “io”

cogliendolo da un suolo di morte

in figura diversa eppure tanto fedele,

dove il corpo della mia anima

e l’anima del mio corpo

ritornano a congiungersi fondando sulla parola

per sempre, la vita

fondata prima sulla terra

dimenticando ogni affanno

come al levarsi, nel cuore

d’un vento improvviso

al quale nessun uomo vivente può resistere

ne le cime dei boschi, ne in basso le radici che si fendono

Il vento mosso dalla Tua mano,

ecco, diviene Silenzio.

Gli atomi dell’uomo antico

fanno compatta la gleba primordiale del mondo

ch’io raggiungo con la mia morte,

li innesto in me definitivamente

per trasformarli nella Tua Pasqua

che è il Tuo passaggio.

 

Karol Woitjla

 

 

 

 

 

Fotografo Vincente Concha

Asolto "Secret Garden" → http://www.youtube.com/watch?v=URYPHb5sAWY

                                            → http://www.youtube.com/watch?v=XB97k312nDw

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domenica, 22 marzo 2009

 

 

 

 

 

 

 

a me ti canto

                                                                              

 

 

 

 

 

     Spring Garden, Narcissus, Tree Bright Sunshine France Narcissi Paris Photographic Print di Martine Mouchy

Martine Mouchy Fotografo

 

 

 

Tempo di narcisi

un migrare di primavera

diffonde l’ acuto richiamo dell’allodola

fraseggio armonioso

di un ingannevole segnale

nei volteggi lusinghieri

di ali chiuse a mezz’aria

e plananti ritorni alla terra

 

a me ti canto

in questo marzo che si concede

alla rosa dei venti

tra maestrale e scirocco

raffiche di un prodigio amoroso

che trasporta nell’aria voci di terra

e annida tra le nebbie del cielo

sempre in agguato

tratteggi di giorni parlanti

toccati da correnti umorali

linguaggio cifrato

araldo di intese irrequiete

schizzi  immutabili

di banali imitazioni

e riscattate promesse

dalle tue labbra menzognere

 

un suono stonato

d’immemori speranze

mi confonde

in questo afono desiderato presente

di stelle cadute

lucciole nella terra

 

a me ti canto

parafrasi al cuore che tace

 

 

 

 

 

 

 

Ascolto Gianmaria Testa ⇒⇒    http://www.youtube.com/watch?v=6FIE8ryCTOo

 

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lunedì, 16 marzo 2009

 

 

 

 

 

Occhi che parlano ...

 

 

 

 

 

 

Untitled

 

 

 

 

"Vorrei sedermi vicino a te in silenzio"


ma non ne ho il coraggio

temo che il cuore mi salga alle labbra.

Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.


Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.

 

Rabindranath Tagore

 

 

 

 

 

Fotografo Cris Kim - Photo.net

Ascolto ⇒⇒ http://www.youtube.com/watch?v=rUFT52QbmTg

 

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mercoledì, 04 marzo 2009

 

                                                                            

 

 

 

Di tutti i Suoni sparsi nell'aria,
nessuno mi prende
come quell'antico brano fra i Rami -
quella Melodia senza fraseggio -
che il Vento crea - lavorando come una Mano,
le cui dita pettinano il Cielo -
poi scendono vibrando - con fiocchi d'Armonia -
permessi agli Dei, e a me -

Emily Dickinson

 

 

 

 

 

 

           

Collezione di immagini  Luciano Gaudenzio Fotografo

  

 

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lunedì, 23 febbraio 2009

 

 
 
 
 
 
 

                                     Parole catturate   ...  da JeshuaHanozri

 

 

 

 
 
 

 
 
 

 

Sull'oceano della luce
una piccola brace brilla
quando l'Eterno creò il mondo
questa brace fu accesa.

 

Venti tempeste e uragani
si sono accaniti a spegnerla
ma lei sempre scintilla,
brillante, come un fal
♥’.
 

 

 
Savetbeg Sasagic Redzepashic
1780-1934
 
 
 
 
 

 

⇒⇒⇒⇒

 

 

 

Parole che risuoneranno sempre  dall'oceano del silenzio come una luminosa indimenticabile melodia

 

 

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sabato, 14 febbraio 2009

 

 

 

 
 
 
 

 

 

fa che il mio primo Pensiero ti riguardi

nella luce tiepida del mattino

e così il primo Timore, per evitare

che l'Ignoto ti risucchi nella notte

 

emily dickinson

- Sillabe di Seta -

 
 
 
 
 
 
 

ortensia

Photo.Net - Carlo Balestreri Fotografo

 
 
 
 

 

                                 Ascolto  Vecchioni  ⇒⇒   http://www.youtube.com/watch?v=ZI1hMvPkQ18

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sabato, 07 febbraio 2009

 

 

 
 
 
 
 

in

mezzo

al

silenzio

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

la

speranza

 

 

 

 

 

 

da ViiPhoto -  Iranyian Kid Fotografo

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venerdì, 30 gennaio 2009

 

 

 

 

 

 

Lume da Lume

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel più fitto

              buio

              del cuore

risplende una voce

             paterna

             che mi ascolta

             e mi porta con sé

nel clamore notturno

            di questa piccola morte

Poi rivedo la strada bianca

che mi separa

           da loro

           e da me.

 

                                                       Massimo Lippi

 

 

 

 

Foto dal Web

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venerdì, 16 gennaio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti dico addio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spazio smisurato  mi assedia 

coltre di pensieri

 -  come fitta  distesa di lecci

a resistere il gelo  -

incalzano

a perdonare i tuoi occhi

che mi slegano

 

devo dirti addio

 

spoglio paesaggio di un amore

che si abbandona

e già una voragine di cuore

raccoglie lacrime  di ricordi

 

d’istinto le dita -  segretamente  -

cercano ancora i tuo capelli di pece

e aggrovigliano carezze oramai senza riflessi

per dimenticare il confine

che ci separa

e scrivere istanti eterni

 

 L’inverno inneva il sogno

le camelie si avviano al fiorire

schiudendo il  verde grembo

 maturo a generare petali carnosi

 

mi dici addio

 

fisso l’incantesimo dei tuoi occhi d’ulivo

subliminale insidia del distacco

e indosso  il sigillo ai cieli futuri -

eclissi  alle nuove  lune

 

grani della tua voce scorrono senza sosta

come rivoli disgelati

e dalle movenze delle tue labbra

 rubo furtivamente  l’essenza dei suoni

 

per questo addio

 ti consacrerò  tutti i grani del mio silenzio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voce e melodia da ascoltare  ⇒ ⇒  http://it.youtube.com/watch?v=pcpWQC9prm0

ViiPhoto  -  Boza Ivanovic

 

 

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giovedì, 08 gennaio 2009

                                                                                    

 

 

 

 

"Anima nuda"

 

 

 

 

 

 

 

è un diario che descrive il viaggio a Calcutta di un medico, e di una crocerossina

Il desiderio di riscoprire se stessi, spogliandosi dell'inutile bisogno di essere approvati, stimati, apprezzati, la ricerca di un'esperienza di essenzialità dove, nella solitudine e nel silenzio, mettere a nudo la propria anima per riscoprire "che si può esistere al di là dei ruoli che ricopriamo e che portiamo cuciti addosso come una seconda pelle",

Un testo breve di immediata lettura

ho scelto alcune pagine da proporre

 

 

 

 

 

                                       

 

 

 

Crediamo di amare. siamo convinti di saper amare le persone che quotidianamente abbiamo intorno

Crediamo di saper offrire affetto disponibilità accoglienza capacità di ascolto eppure spesso non è così, o per lo meno le intenzioni teoriche sono ben lontane da una pratica vissuta

Crediamo di amare muovendo solo la mente i nostri pensieri la nostra capacità e la nostra abilità a inserire il prossimo in categorie predefinite, commettendo spesso formidabili errori di valutazione senza permettere che l’amore fluisca naturalmente come un fiotto inarrestabile dal nostro cuore

E’ vero questo viaggio a Calcutta me lo confermerà,il cuore di carne muove le montagne,lenisce ferite che nessuna parola nessun gesto delle nostre mani può lenire. Cura guarisce conforta chi riceve il suo movimento,restituendo un segnale un messaggio che ci chiama per nome per quello che semplicemente siamo perché semplicemente esistiamo con i nostri pregi i nostri talenti i nostri limiti e i nostri difetti.

Parto perché comprendo che il mio cuore con tutto il mio essere necessità di un volo più alto più libero.

Al di là delle preoccupazioni materiali delle emozioni superficiali delle reazioni istintive degli eccessi di gioia e tristezza e al contrario di rabbia e rancore di gelosie e possessività, il cuore può librarsi in un volo davvero più alto in cui l’esperienza dell’amore ha il sapore di libertà e infinito.

Sono alla ricerca come già in passato nei miei viaggi … di un’esperienza di essenzialità. Una condizione in cui l’ azzeramento di quello che io definisco “rumore di fondo” mi renda possibile percepire e fare esperienza di valori ormai sfumati nella mia vita quotidiana.

Nell’esperienza di un amore vero ogni persona, uomo o donna, credo ritrovi quella parte ancestrale di se che è il vero e profondo sé. E’ la propria identità:”l’io sono”, “l’io esisto” che viene così affermato, non tradisce un atto di superbia e di presunzione. Richiama con umiltà la sacralità dell’essere perché sono convinto che il nucleo della nostra esistenza dentro la materia dentro la nostra fisicità sia Amore puro. E per scoprire noi stessi in una libertà mai provata dobbiamo tornare a quel nucleo ancestrale.

Quello siamo noi nella maniera più completa e totale. là è l’armoniosa unità del nostro essere.

Là alberga la pace dell’anima, lontano dai moti del cuore e della mente che ci sconvolgono ogni giorno, facendoci brancolare in un buio acceso solo da luci riflesse: falsi sentimenti di amore perbenismo buonismo falsa disponibilità falso ascolto falsa accoglienza:

Parto per raggiungere la mia anima più profonda.

Perché Calcutta? Perché tanta strada per ritrovare se stessi se è dentro di noi, nella profondità nostre che dobbiamo condurre la ricerca?

Calcutta è una meta particolare…

Calcutta è Madre Teresa…

Calcutta è l’incontro con i lebbrosi, con i moribondi, con i dimenticati e i rifiutati, con gli ultimi.

Corrisponde a quella condizione in cui i rumori di fondo rappresentati dalle nostre scadenze quotidiane si azzerano…

Questo è un viaggio libero, di libera scelta, sempre alla portata di ciascuno che lo voglia. Possibile per le tasche, per le nostre energie fisiche, persino accessibile alle resistenze della psiche.

In valigia vorrei portare poche cose, il minimo. Vorrei lasciare a casa tutto il bisogno di certezza, di affermazione, di affetto, di giustizia, di ricevere ragione e quindi approvazione. Bisognerebbe salire sull’aereo vuoti di tutto questo. …

Parto con un’unica certezza: la speranza di sperimentare quell’Amore che spesso fatico a riconoscere e a riconoscermi nella quotidianità della Vita.

Bastano pochi giorni per scoprirlo? E’ certo un viaggio a Calcutta non può assolvere una ricerca così grande e profonda:ma l’importante è partire. Calcutta è la prima tappa, ma il viaggio dura tutta una vita, quella che resta ancora da vivere. Proseguirlo non vuol dire trasferirsi in India. Proseguire è sentire, nella confusa profondità di noi stessi, di non poter continuare a vivere se non in una dimensione di amore e di compassione.

Quando ci concediamo un dialogo con noi stessi, con la nostra profondità? Forse non crediamo nemmeno più che ci sia un profondo da ascoltare. Eppure a volte il silenzio parla molto più delle parole, di tanti gesti e di tante scelte.

Nel silenzio, Dio ha sempre parlato all’anima degli uomini, qualunque sia il loro credo e la loro appartenenza religiosa. L’esperienza della solitudine e del silenzio ha rappresentato sempre la condizione necessaria perché si instauri un dialogo dell’anima. Impensabile ascoltare la sua voce nel rumore dei nostri pensieri, delle nostre ansie e paure.

Allora porto in valigia silenzio e solitudine. Per essere attento ad ascoltare e comprendere suoni sconosciuti, luci diverse. Per percepire odori e profumi che non ho mai riconosciuto, colori e armonie nuove, nuove perché le vede e le sente l’anima. E Calcutta nella sua povertà e nella sua essenzialità è la dimensione giusta perché questo avvenga.

Parto con la mia anima.

Non abbiamo mai fatto un viaggio insieme.

 

 

 

 

 

 

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martedì, 30 dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

 

Sapremo essere il cambiamento

che vogliamo vedere nel mondo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Felice Anno 2009

 

 

 

 

 

Postato da: Silenzioindio a 21:49 | link | commenti (10) |